Simona Messina
Università di Salerno
7. comunicazione parlata, pragmatica e dinamiche
comunicative
Le strategie linguistiche del
racconto televisivo
Attraverso l’esame
delle serie antologiche di racconti brevi, che la terminologia corrente
definisce collection, si è cercato di ricostruire quali siano state, nel tempo,
le strategie linguistiche adottate dalla televisione nella rappresentazione
dell’italiano parlato. A tutt’oggi, l’analisi linguistica della narrativa
televisiva è stata poco praticata e non si è tenuto conto che il racconto
televisivo costituisce invece un campo privilegiato per lo studio sia pur
indiretto del parlato ‘in movimento’. Ad una prima osservazione, dai racconti
esaminati si avverte fortemente il ruolo pedagogico svolto dalla tv nella sua
lunga fase iniziale, dove non c’è stata una vera e propria evoluzione del
linguaggio verbale, poiché il modello linguistico di riferimento dei primi
decenni era un italiano standard, corretto e uniforme, che è stato definito
‘italiano consapevole’ - così lo definisce Gabriele Baldini, come riferisce
Tullio De Mauro (De Mauro 1963, pag. 439) -, un parlato ‘formalmente più
qualificato’, dominato da ‘un’esigenza di medietà, di toni smorzati’ (De Mauro
1963, pag. 439), quasi completamente privo di variazioni diatopiche,
diastratiche, diafasiche. La necessità di rivolgersi ad un pubblico ampio
imponeva la ricerca della medietà nei diversi registri utilizzati per cui il
modello di italiano seguito dalla maggior parte dei racconti, sia originali che
di matrice letteraria, è stato sempre l’italiano corretto e ligio alla norma.
Solo negli anni successivi fanno capolino le prime lievi infrazioni; si
comincia a sentire la necessità di proporre una lingua meno controllata e più
vicina all’italiano medio, e l’intento di riprodurre il parlato, attraverso la
sua mimesi, diventa un’effettiva esigenza. Nella nuova fase convivono spinte
diverse, innanzitutto il nuovo ruolo assunto dal pubblico sempre più spesso
protagonista delle storie, che porterà poi, negli ultimissimi anni,
all’affermazione di altri tipi di racconto televisivo dove la realtà, o quella
che viene presentata come tale, irrompe sui teleschermi e li invade a poco a
poco. Il corpus Il corpus, oggetto di analisi. è costituito da 23 collection,
prodotte presso il CPTV Rai di Napoli dal 1967 al 1996, per un numero
complessivo di 85 racconti. In questa prima fase non sono state realizzate
analisi quantitative poiché ci si è soffermati sulle dinamiche che hanno
caratterizzato l’evoluzione delle strategie linguistiche, si è tenuto conto
perciò di alcuni tratti essenziali: • lunghezza dei dialoghi in generale e dei
turni di parole in particolare, elementi attraverso i quali si è potuto constatare
un graduale allontanamento dagli schemi teatrali; • incidenza delle forme
dialettali; • uso della deissi personale; • malapropismi, disfemismi,
intemperanze verbali fino al turpiloquio.