Michela Biazzi

Università di Pavia      

7. comunicazione parlata, pragmatica e dinamiche comunicative

Segnali di riformulazione nell’interazione nativo-nonnativo in italiano: aspetti testuali e interazionali

Il presente contributo illustrerà alcuni risultati tratti da uno studio più ampio condotto sulle sequenze di riformulazione in interazioni spontanee in italiano tra parlanti nativi e nonnativi a partire da un corpus di parlato spontaneo, comprendente interazioni faccia-a-faccia dialogiche e multi-party, audio/videoregistrate e trascritte utilizzando CLAN. Oltre a conversazioni ordinarie tra frequentatori e collaboratori di un centro di servizi per immigrati, i dati comprendono riunioni di lavoro tra mediatori culturali, interazioni di sportello, interviste sociolinguistiche narrative non strutturate e interazioni medico-paziente presso un ambulatorio medico per stranieri. L’oggetto di studio comprende sia ripetizioni lessicali (o di costituenti superiori) esatte, parziali o modificate che rielaborazioni sintattiche e testuali realizzate in una o più enunciazioni. Avvalendosi dei numerosi studi che hanno indagato le riformulazioni da diverse angolazioni, in particolare degli studi sulle riformulazioni parafrastiche in prospettiva enunciativa (Fuchs 1994; Lumbelli/Mortara Garavelli 1999), sui connettivi di riformulazione (Bruti 2004; Del Saz 2003; Gülich/Kotschi 1983; Rossari 1994), sulle ripetizioni in prospettiva dialogica e funzionale (Bazzanella 1996; Bamford 2000; Tannen 1989) e delle ricerche sulle riparazioni (Kurhila 2001; Schegloff et al. 1977; Schegloff 1996) e le formulazioni (Garfinkel/Sacks 1970; Garafanga/Britten 2004; Heritage/Watson 1979; Orletti 2000) nell’ambito dell’analisi della conversazione e della linguistica interazionale (Du Bois 2003; Ford/Fox/Thomson 2002; Ochs/Schegloff/Thompson 1996; Pekarek Doehler 2000; Schegloff 1979; Selting 2001), la ricerca mira ad individuare i principi organizzativi che regolano l’interfaccia ‘sintattico-interazionale’ dei costrutti sintattici presenti nelle sequenze di riformulazione in relazione alla loro organizzazione sequenziale rispetto al sistema di turnazione e ai meccanismi di riparazione. La presentazione si soffermerà sul ruolo dei segnali di riformulazione nella produzione collaborativa di singole unità sintattiche nelle sequenze di riformulazione. Infatti nei costrutti sintattici collaborativi (Lerner 1991), cioè sequenze in cui i componenti sintattici che modificano la testa (o innesco) della sequenza di riformulazione vengono costruiti congiuntamente da più parlanti in più turni, i segnali di riformulazione rappresentano una risorsa per il completamento collaborativo dell’enunciazione, proiettando diversi costrutti sui piani sintattico-semantico e interazionale. In particolare l’analisi (qualitativa e quantitativa) dei segnali di riformulazione (sia lessicali che non lessicali) individuati nel corpus prenderà in esame le seguenti tipologie di segnali di riformulazione: connettivi di riformulazione (ad es. cioè/nel senso che); connettivi generici (ad es. che); indicatori di riformulazione nelle pratiche di glossa (ad es. volevo dire/ripeto/come ho già detto) ed infine pause, esitazioni ed interiezioni. L’obiettivo del contributo è quello di metterne in luce le proprietà testuali e interazionali sia sul piano locale, cioè in rapporto alle unità costitutive di turno (TCU) e ai relativi punti di rilevanza transizionale (TRP), che sul piano globale, cioè in riferimento alle fasi dell’intero scambio comunicativo (ad es. in relazione alla gestione del topic discorsivo e alla chiusura dello scambio comunicativo).

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