Peggy Katelhön

Università degli Studi di Bergamo   

6. comunicazione parlata e testualità

Strategie semantiche di ricontestualizzazione in conversazioni italiane e tedesche

Quando locutori/locutrici (d’ora in poi L0) si riferiscono in conversazioni attuali, cioè in interazioni verbali attuali (d’ora in poi IV0) a interazioni verbali non-attuali (d’ora in poi IV1-n), non solo ricostruiscono enunciati o parti di questi enunciati, bensì mettono in scena parti o aspetti parziali di IV1-n. Il discorso viene estrapolato dal suo contesto originario, cioè decontestualizzato, e inserito in un contesto nuovo, cioè ricontestualizzato (Mortara Garavelli 1995). Una ricontestualizzazione significa sempre una modificazione di IV1-n. Per poter individuare le forme di rappresentazione e riproduzione di discorsi (d’ora in poi RD, Calaresu 2000, 2004) realmente esistenti, indipendentemente dalle descrizioni tradizionali delle forme di discorso riportato di entrambe le lingue, in questo contributo verranno analizzate le strategie semantiche di RD in un corpus di testi paralleli consistente in interazioni verbali concepite e realizzate oralmente: per l'italiano il corpus LIP (cfr. De Mauro et alii. 1993), testi dei gruppi A e B, per il tedesco il corpus di Brons-Albert 1984 di dialoghi telefonici e un proprio corpus di conversazioni familiari faccia a faccia). Esse segnalano all'allocutrice/allocutario attuale (d’ora in poi AL0) che L0 sta rappresentando o riproducendo un discorso che non è attuale o che non è il proprio discorso o che è stato prodotto in un altro luogo. Di conseguenza la L0 non si assume la (completa) responsabilità di questo discorso. Contestualizzazione e strategie di contestualizzazione significano qui la creazione di un contesto verbale, para- o non-verbale che mette a disposizione di un AL0 indicazioni interpretative innanzitutto per riconoscere una RD come tale, ma anche per percepire delle valutazioni implicite o esplicite di L0 al riguardo. Per strategie semantiche di ricontestualizzazione intendo secondo Weinrich (1993: 19) tratti semantici con l'aiuto dei quali si possono descrivere forme linguistiche.Per la RD sono rilevanti soprattutto i tratti semantici della <REFERENZA> e della <RESTRIZIONE>. In lingua italiana, il tratto della <REFERENZA> è realizzato dal condizionale citativo, imperfetto citativo, dai verbi modali 'doveva'/'voleva', mentre in tedesco è rappresentato dal Referatkonjunktiv, dal Präteritum e dai verbi modali 'sollte'/'wollte'. Queste forme rappresentano strategie autonome di ricontestualizzazione di RD. Le espressioni linguistiche del tratto <RESTRIZIONE> possono fungere da strategie di ricontestualizzazione della RD solamente assieme ad altre strategie presenti nel contesto, sono cioè ridondanti poiché il loro significato sia in italiano sia in tedesco è polivalente. Portatori di questo tratto sono in italiano il congiuntivo, espressioni debolmente epistemiche come 'pare che', ,sembra che', ,presunto', ,presumibilmente', ,probabilmente', ,cosiddetto', ,praticamente', indicatori di vaghezza come ,eccetera', espressioni tuttofare come ,fare' o ,così cosà', ideòfoni come ,blabla' ed hedges. In tedesco, lo stesso tratto semantico è realizzato nelle forme del Konjuntiv II e nella perifrasi con 'würde' in frasi dipendenti, nelle unità lessicali come ,angeblich', ,vermutlich', ,wohl', ,scheinen', in indicatori di vaghezza come ,und so (ne), ,irgendwie so', ,so in dem Stil', ,und so weiter', nelle espressioni pleonastiche a due elementi come ,die oder die', ,das und das', in ideòfoni come,bla bla', ,piepapo' e altrettanto in hedges. I tratti semantici di RD sono stati sottovalutati per molto tempo in entrambe le lingue poiché non sono apparentemente descrivibili con criteri sintattici o grammaticali, nonostante svolgano la stessa funzione per la segnalazione di RD come per esempio strutture morfosintattiche.

Bibliografia essenziale:

Brons Albert, R., 1984, Gesprochenes Standarddeutsch. Telefondialoge, Tübingen, Gunter Narr.

Calaresu, E., 2000, Il discorso riportato. Una prospettiva testuale, Modena, Il Fiorino.

 Calaresu, E., 2004, Testuali parole. La dimensione pragmatica e testuale del discorso riportato, Pavia, FrancoAngeli.

De Mauro, T., Mancini, F., Vedovelli, M. & F. Voghera (éds.), 1993, Lessico di Frequenza dell'italiano parlato. Ricerca a cura dell'Osservatorio linguistico e culturale OLCI dell'Università di Roma La Sapienza, Milano, ETAS-Libri.

Weinrich, H., 1993, Textgrammatik der deutschen Sprache, Mannheim, Leipzig, Wien, Zürich, Bibliographisches Institut&F.A. Brockhaus AG, Dudenverlag.