Luisa Amenta
Università di Palermo
6. comunicazione parlata e testualità
Parlanti e parlati tra
narrazioni e argomentazioni
Il contributo che si
propone ha come oggetto un’analisi delle caratteristiche testuali e sintattiche
di alcune produzioni di parlato italiano a codice bloccato elicitate
nell’ambito delle inchieste sociovariazionali
dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS). Come è noto (cfr.
ad esempio Berretta 1994: 244) il livello testuale connota in maniera evidente
il parlato, specialmente quello conversazionale
spontaneo, e lo differenzia dallo scritto per ciò che concerne la frammentarietà
sintattica e tematica, il ricorso ai segnali discorsivi e all’indessicalità. In tal senso, si intende verificare la
rilevanza di questi fenomeni nel parlato elicitato in
cui si richiede all’informatore di narrare per almeno cinque minuti un episodio
della propria vita. Il parlante si trova, dunque, a dover produrre un
particolare tipo di testo, tendenzialmente monologico,
in una situazione di media formalità e con un interlocutore, il raccoglitore,
che il più delle volte non dispone di conoscenze condivise. Ciò determina che
le produzioni in esame presentino precise caratteristiche e che talvolta
profili di tipo argomentantivo si intreccino con le
narrazioni per una ricerca di massima esplicitezza.
Ci si soffermerà pertanto sul tipo di architettura testuale che presentano i
parlati esaminati, sulle modalità di pianificazione e sulle conseguenti scelte
sintattiche compiute dagli informatori. In questa prospettiva, un primo esame
dei dati raccolti ha messo in luce come le variabili diastratica
e diagenerazionale incidano nel determinare
differenze considerevoli nelle produzioni tanto da poter individuare sia
precise tipologie di parlanti che di parlati.
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