Renata
Savy* – Giuliana Clemente° – Silvia Calamai^
*Università
degli studi di Salerno, ° Università
degli studi di Napoli, ^Laboratorio di
Linguistica, SNS Pisa
1.
comunicazione parlata e fonetica
Vocali Italiane: diasistema in costruzione
Il lavoro proposto
ha come obiettivo principale quello di contribuire ad una descrizione quanto
più possibile completa e dettagliata dei sistemi vocalici delle varietà
regionali d’italiano. La descrizione dei sistemi vocalici delle lingue ha
ricevuto attenzione fin dagli albori della riflessione linguistica nell’ambito
degli studi fonetici e fonologici. La fonetica ‘strumentale’ si propone di dare
un fondamento ‘oggettivo’ alla descrizione impressionistica e articolatoria
delle produzioni vocaliche. Anche per l’italiano, sono numerosi, soprattutto in
tempi recenti, i lavori descrittivi dei ‘vocalismi’ (per una rassegna, Calamai
2003) di varietà regionali e dialettali, in rapporto a variabili diafasiche e
diamesiche. In quest’ambito si inserisce anche la dibattuta questione della
‘riduzione’ vocalica (Van Bergem 1995; Savy&Cutugno 1997), legata al
modello del ‘target undershoot’ e dell’ ‘hypo-articulated speech’ (Lindblom et
al 1996). L’insieme delle ricerche fornisce un quadro variegato che sembra
costituito di molteplici ‘sottosistemi’ ciascuno con caratteristiche, dinamiche
ed evoluzioni proprie e peculiari, che concorrono a definire il ‘diasistema’
dell’italiano. Ciò crea un’impressione di frammentarietà, cui concorre la
scarsa confrontabilità dei metodi di raccolta, analisi e classificazione e
delle procedure di rappresentazione. L’indagine prende le mosse da una
precedente ricerca (Savy et alii 2004) in cui è stato fruttuosamente collaudato
un tipo di procedura innovativo per l’analisi e la rappresentazione dei sistemi
vocalici e per la misura della riduzione, basato su osservazioni non
impressionistiche, ma quantitative e statisticamente fondate. In questa sede,
ci proponiamo di osservare la modalità della distribuzione dei timbri vocalici
“definiti” e la misura della riduzione ‘strutturale’ (atone vs toniche) e ‘non
strutturale’ (indefinite vs definite; Savy&Cutugno 1997) nei sistemi
regionali di riferimento, al fine di rintracciare micro o macro tendenze che
accomunano tipologie di parlato diatopicamente diversificato. Il materiale
analizzato comprende produzioni vocaliche di varietà settentrionali, centrali e
meridionali della penisola, selezionate tra quelle comprese nei corpora API
(Crocco et al. 2003) e CLIPS, in particolare le località di Milano, Torino,
Firenze, Pisa, Roma, Napoli, Lecce, Palermo. Alcune di queste località non sono
mai state oggetto di descrizioni di carattere acustico. I risultati mostrano
tendenzialmente che, per la maggior parte delle varietà, le due tipologie di
riduzione seguono direzioni centralizzanti piuttosto simili, con una differenza
delineabile solo in termini quantitativi. Sul piano diatopico le divergenze
sembrano essenzialmente riconducibili alle caratteristiche ‘morfologiche’ dei
sistemi di partenza. Il sistema vocalico dell’italiano può quindi essere
ricostruito e descritto a partire dai singoli sistemi regionali, puntando su
alcuni evidenti fenomeni di convergenza strutturale.