Luigi Lerose
Università degli studi di Trieste
11. comunicazione parlata e sordità
L'interprete di Lingua
dei Segni in Italia dal punto di vista di un sordo nativo
Il lavoro di interprete
di Lingua dei Segni Italiana (LIS) non è una professione recente, ma si è
maggiormente diffusa a partire dagli anni ‘80 grazie alle ricerche svolte dal
CNR (Consiglio Nazionale per la Ricerca) sulla LIS e grazie alla pubblicazione
di un libro di Volterra Virginia, molto conosciuto in Italia, intitolato La
Lingua dei Segni Italiana – La comunicazione visivo-gestuale
dei sordi, ristampato recentemente. Questa professione cresce sempre più grazie
anche al riconoscimento della LIS come lingua da parte del Parlamento Europeo
mediante due risoluzioni adottate negli anni 1988 (Balit,
Maragna e Zatini, 1999) e
1998 . Infatti, proprio a partire da quegli anni le persone udenti hanno
incominciato ad interessarsi sempre più alle persone sorde, alla loro lingua e
alla loro cultura. Anche le persone sorde partecipano maggiormente alle
ricerche sulla loro lingua, al miglioramento della loro posizione sociale e
scolastica, contribuendo a promuovere il bilinguismo nelle scuole e il servizio
d’interpretariato nelle università. Sia le persone sorde che le istituzioni
pubbliche come pure le emittenti televisive (in occasione dei telegiornali e di
alcuni programmi), richiedono il servizio di interpretariato, esigendo che la
traduzione avvenga nel modo più corretto possibile. Attualmente
l’interpretazione è una professione difficile da acquisire, anche perchè in
Italia sono stati attivati pochi corsi, offerti dalle piccole associazioni o
cooperative che si interessano allo studio e all’informazione sulla LIS.
Nessuna università impartisce questo insegnamento a livello avanzato, e i corsi
specializzati, come ad esempio quelli di aggiornamento, sono rari. La mia
ricerca consiste proprio nell’analizzare il lavoro degli interpreti di
conferenza, e verificare se sono riuscite a comunicare le informazioni al
pubblico sordo. Questa analisi si riferisce a due modalità diverse
nell’interpretazione: nel primo caso, il conferenziere si esprime in lingua
inglese vocale, un interprete vocale traduce il discorso inglese in italiano orale
e infine un altro interprete, partendo da questa versione in lingua italiana
orale traduce in LIS. L’altra prestazione da me analizzata si riferisce a
un’interpretazione diretta dalla lingua inglese alla LIS. Le analisi vengono
eseguiti con quattro interpretazioni in lis tramite i
filmati ripresi durante i convegni, che poi si confrontano con la trascrizione
del testo inglese e con la traduzione in lingua italiana. Questa ricerca
individua e analizza gli errori grammaticali e lessicali compiuti dagli interpreti
e verifica se i concetti originali dei relatori sono esposti in modo chiaro ed
accettabile agli occhi del pubblico sordo.