Carlo Eugeni

Università degli studi di Napoli “Federico II”       

11. comunicazione parlata e sordità

Il sottotitolaggio televisivo in diretta

Uno dei maggiori media di comunicazione parlata è senza alcun dubbio la televisione. Nonostante riesca a raggiungere ogni giorno milioni di persone, esiste un potenziale bacino di utenza che ne rimane parzialmente escluso: gli audiolesi. Si tratta di una categoria di persone che è molto più vasta di quanto non si creda comunemente e comprende circa il 30% della popolazione. Per ovviare al problema dell'accessibilità ai programmi televisivi da parte di questi clienti, RAI e Mediaset hanno attivato, già da molti anni, un servizio di sottotitolazione interlinguistica disponibile tramite il televideo. Ma, per quanto nobile sia l'intento di inclusione sociale, molte restano le carenze di questo servizio sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Se per risolvere il primo tipo di problematica è sufficiente impegnarsi ad aumentare la capacità di produzione dei sottotitoli, per migliorare la qualità del servizio offerto è necessario entrare più nel dettaglio della questione. Esistono, sostanzialmente, due tipi di sottotitolaggio: 1. di programmi pre-registrati, con tutto il tempo per rivedere le bozze; 2. in tempo reale, per cui è necessario produrre e proiettare sottotitoli il più possibile in simultanea con il testo di partenza. Ora, mentre il lavoro che viene svolto nel primo caso è puramente vincolato alle costrizioni tecniche del programma utilizzato, nel secondo il fattore tempo appare insormontabile. La soluzione adottata dalle due emittenti italiane è quella di far ricorso a uno stenotipista professionista. Per quanto buono possa essere il risultato, è necessario trovare ulteriori strumenti per poter incentivare la sottotitolazione in diretta di programmi di larga fruizione quali il telegiornale, i talk-show, gli eventi sportivi, ecc. Uno di questi è il respeaking, una tecnica che riesce a proiettare sullo schermo dei sottotitoli tramite un software di riconoscimento vocale. Purtroppo, per mancanza di ricerca in materia, questa soluzione non viene ancora presa in considerazione dal servizio di televisione nazionale. Nell’intervento proposto si parlerà del respeaking e dei risultati ottenuti dalla collaborazione del candidato con il progetto Voice della Commissione Europea e l’università di Bologna con cui sta svolgendo un dottorato di ricerca proprio sulla sottotitolazione per audiolesi. In particolare, verranno prese in considerazione le esigenze degli utenti finali, esaminate le buone prassi dei paesi all’avanguardia e discussi i risultati ottenuti e gli sviluppi futuri del programma Voicemeeting, frutto degli sforzi del gruppo di lavoro del Centro Comune di Ricerca di Ispra.